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Liala Antonino: “Incontrare Pietrangeli mi ha cambiato la vita”

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A 20 anni, Liala Antonino sta imparando a muoversi in un mondo che l’ha osservata fin da bambina. Figlia di Licia Colò e dell’ex marito, Alessandro Antonino, è cresciuta in un ambiente esposto, spesso giudicato, ma oggi sceglie di raccontarsi con una sincerità che sorprende. La sua prima intervista al Corriere della Sera è un ritratto fresco, ironico e maturo di una ragazza che vuole costruire la propria strada senza vivere all’ombra di nessuno. E, tra i tanti temi affrontati, c’è anche Nicola Pietrangeli, l’ex storico compagno della madre. “Mi ha rovinato la vita”, dice ridendo. Una frase che, dietro l’ironia, rivela un’ammirazione profonda.

Liala non è una ragazza che si accontenta di un ruolo già scritto. Studia Scienze della comunicazione a Tor Vergata, a Roma, e nel frattempo lavora. È stata concorrente di Bella Ma’ su Rai2, conduce il format Vite che ispirano altre vite nel podcast Pianeta B12 e sta scrivendo il suo primo libro, dedicato ai viaggi che ha affrontato da sola. Viaggi che l’hanno formata, che le hanno insegnato lingue, autonomia e capacità di adattamento. “Fare la modella mi andava stretto”, racconta. “Non stavo esprimendo il mio potenziale”. È una frase che dice molto: Liala non vuole essere un’immagine, ma una voce.

Lavora anche nella società di produzione di famiglia, Grey Out, dove si mette a disposizione “dove serve”. Non cerca scorciatoie, né vuole vivere di rendita grazie al cognome che porta. Il suo obiettivo è chiaro: un lavoro creativo che unisca scrittura, intrattenimento e capacità di raccontare il mondo. Le piace intervistare, presentare, osservare, trasformare le esperienze in storie. È una ragazza che vuole costruire competenze reali, non un personaggio effimero.

Quando le chiedono se abbia conosciuto Nicola Pietrangeli, Liala sorride. “Per me è un idolo”, dice. E aggiunge: “Mi ha rovinato la vita”. La sua non è una critica, ma un complimento travestito da paradosso. Conoscere un uomo così elegante, brillante, ironico, “completo”, come lo definisce lei, ha alzato l’asticella delle aspettative. “Quando mi guardo intorno mi sento male”, scherza. È un modo per dire che, dopo aver incontrato un uomo con quel carisma, è difficile accontentarsi. Pietrangeli è diventato per lei un riferimento affettivo e culturale, un esempio di stile e di presenza scenica.

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Dietro l’ironia, però, c’è anche un passato non sempre semplice. Liala racconta di aver vissuto forme di esclusione a scuola, una sorta di bullismo “silenzioso”. Non veniva tormentata o picchiata, ma isolata. “Dicevano che avevamo gli schiavi in casa”, ricorda. Una fantasia crudele, figlia dei pregiudizi verso chi cresce in una famiglia conosciuta. Alcuni insegnanti, racconta, non erano da meno: “Dicevano che non avevo mai preso una metro in vita mia”. È un racconto che mostra quanto possa essere complesso crescere come “figlia di”: non solo privilegi, ma anche aspettative, giudizi, stereotipi.

Quando parla dei suoi modelli, Liala non ha dubbi: Licia Colò e Oriana Fallaci. Due donne diversissime, ma accomunate da una forza interiore e da un rigore etico che lei ammira profondamente. Della madre apprezza soprattutto “il non essersi mai venduta”, l’aver mantenuto i propri ideali e l’impegno costante per l’ambiente e gli animali. Una carriera lunga e coerente, costruita senza compromessi. Di Fallaci ammira la scrittura, il coraggio e la capacità di raccontare il mondo senza paura. È evidente che Liala aspiri a un percorso che unisca questi due poli: la curiosità per il pianeta e la voglia di narrarlo con una voce personale.

Il futuro, per lei, è un territorio aperto. Le piace intervistare, presentare, scrivere, viaggiare. Grazie ai suoi spostamenti ha imparato l’inglese, lo spagnolo e il portoghese, e si è cimentata anche con il cinese. È una ragazza che non ha paura di uscire dalla comfort zone, di mettersi alla prova, di affrontare il mondo con curiosità. Quando le chiedono se farebbe un programma con la madre, risponde di sì. Pechino Express le è stato proposto, ma Licia preferirebbe che partecipasse con qualcun altro. Liala è pronta: aspetta solo il compagno di viaggio giusto.

Il ritratto che emerge è quello di una giovane donna che sta imparando a raccontarsi con autenticità. Non vuole imitare nessuno, non vuole vivere all’ombra della madre, non vuole essere definita solo dal suo cognome. La sua storia parla di resilienza, di ironia, di ambizione. Parla di una ragazza che ha conosciuto il privilegio e il pregiudizio, e che oggi vuole costruire un percorso tutto suo. E se dice che Pietrangeli le ha “rovinato la vita”, è solo perché, dopo aver incontrato un uomo così, è difficile accontentarsi del resto.

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