Ema Stokholma sta vivendo una fase di cambiamento profondo, e questa volta il segno più evidente non arriva da un nuovo progetto professionale, ma dal suo corpo. La conduttrice e dj ha infatti iniziato a rimuovere il grande tatuaggio di un corvo che le copriva la pancia, un disegno scuro e imponente che per anni è stato parte della sua immagine. Un gesto che lei stessa ha definito “dolorosissimo”, molto più del momento in cui quel tatuaggio era stato realizzato.

La prima seduta laser, mostrata sui social, è stata un vero shock per i fan: Ema urla, si contorce, stringe i denti mentre il laser colpisce la pelle. “Fa dieci volte più male del tatuaggio”, ha spiegato, descrivendo la sensazione come un misto tra “frustata e bruciatura”. Un dolore intenso, immediato, che però – racconta – svanisce nel giro di un giorno. È un processo lungo, che richiede costanza, pazienza e una soglia del dolore altissima.
A seguirla in questo percorso c’è il dottor Gaspare Reina, uno dei professionisti più noti in Italia per la rimozione laser, soprannominato “il killer dei tatuaggi”. È lui che sta affrontando la cancellazione del corvo, iniziata con una prima seduta particolarmente aggressiva. Ema, 42 anni, all’anagrafe Morwenn Moguerou, ha scelto di condividere tutto: il dolore, la paura, la motivazione. E la motivazione è sorprendentemente semplice: non le piacciono più i tatuaggi.
Non c’è un significato simbolico da cancellare, né un trauma da superare. Non è un addio al passato, né un gesto di rottura emotiva. È una scelta estetica, adulta, quasi minimalista. “I gusti cambiano, come cambiano le frequentazioni o i colori dei capelli”, ha scritto. “Ora che ho 42 anni voglio vedermi pulita”. Una frase che ha colpito molti: non c’è dramma, solo la naturale evoluzione di una donna che sente il bisogno di alleggerire la propria immagine.
Ema ha anche spiegato alcuni dettagli tecnici del processo: il nero è il colore che si elimina più facilmente, mentre i tatuaggi colorati richiedono più tempo e più sedute. Ammette di aver avuto in passato un’esperienza negativa con un operatore poco competente, che le ha lasciato una cicatrice, motivo per cui oggi insiste sull’importanza di affidarsi a professionisti. Non vuole coprire i vecchi tatuaggi con altri disegni: l’obiettivo è rimuoverli, tutti se possibile, anche se lei stessa ammette che “non so se ce la farò”.

Dopo la seduta, ha mostrato la pelle arrossata e ricoperta di crema, accompagnando il video con una riflessione che ha fatto il giro dei social: per anni è stata criticata perché aveva troppi tatuaggi, ora viene criticata perché li sta togliendo. “È la prova che non puoi piacere a tutti. L’importante è piacersi da soli”. Una frase che riassume perfettamente il suo modo di stare al mondo: diretto, sincero, senza bisogno di compiacere.
Una vita fatta di trasformazioni
La scelta di rimuovere i tatuaggi si inserisce in un percorso personale che Ema porta avanti da anni. Nata a Marsiglia nel 1983, cresciuta in un ambiente familiare difficile, scappa di casa a 15 anni e arriva in Italia. È sola, senza soldi, senza un piano preciso. Ma è proprio in quel vuoto che trova la forza di reinventarsi. Prima come modella, poi come dj nei locali più importanti d’Europa, infine come conduttrice radiofonica e televisiva.
La musica è stata il suo primo rifugio e poi la sua prima professione. Ema diventa dj di livello internazionale, costruendosi una credibilità reale, fatta di notti in consolle e pubblico conquistato pista dopo pista. La svolta arriva con la radio: la sua voce calda e riconoscibile conquista gli ascoltatori di Rai Radio 2. Da lì, la televisione la accoglie con entusiasmo. Vince Pechino Express in coppia con Valentina Pegorer, diventa volto di programmi musicali e culturali, conduce eventi live, porta in tv un mix raro di ironia, sensibilità e competenza.
Ema non è mai stata un personaggio costruito: è istintiva, diretta, a volte spigolosa, sempre autentica. Ed è proprio questa autenticità che la rende così amata. Non ha paura di mostrarsi vulnerabile, né di raccontare le sue fragilità. Ha parlato apertamente della sua infanzia difficile, delle relazioni tossiche, delle ferite che l’hanno segnata. Ma ha sempre trasformato il dolore in forza, senza vittimismo.
Una nuova fase, più essenziale
La rimozione del tatuaggio del corvo è solo l’ultimo capitolo di una vita fatta di trasformazioni. Non è un gesto simbolico, ma un atto di pulizia, di sottrazione, di maturità. A 42 anni, Ema sembra in una fase di grande lucidità: lavora, sperimenta, cambia, si ascolta. Non ha paura di modificare la propria immagine quando sente che qualcosa non le appartiene più.
E forse è proprio questo il tratto che la rende così unica: la capacità di cambiare senza perdere sé stessa. Ogni scelta, anche quella più dolorosa, diventa un atto di libertà. Ogni trasformazione, un modo per avvicinarsi un po’ di più alla versione di sé che vuole essere oggi.