8 formati italiani di pasta: quale si usa per cosa? – Her Beauty

8 formati italiani di pasta: quale si usa per cosa?

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A chi non piace un bel piatto di pasta? Pasta lunga, corta, ripiena, pasta fresca o secca, pasta di semola di grano duro o pasta di grano tenero, pasta all’uovo, pasta senza uovo. L’Italia trabocca letteralmente di impasti e ricette che si distinguono per la loro semplice creatività, per la loro bellezza, per la qualità degli ingredienti, per la storia e la tradizione che si gustano ad ogni boccone. Ogni regione ha la sua pasta particolare e ogni tipo di pasta nasce per sposare in modo perfetto gli ingredienti di un preciso territorio. Se siete pronti a farvi venire l’acquolina in bocca, prendete forchetta e cucchiaio e sedetevi a tavola con noi per gustare (almeno con gli occhi) tante squisite ricette realizzate con tipi di pasta differenti.

Orecchiette

Alla parola “orecchiette” è impossibile non pensare alla Puglia e… alle cime di rapa. Una pasta semplice quanto buona, che si presta a moltissimi condimenti. Al sugo rosso, ai sughi bianchi e alle verdure. Non a caso, una delle ricette italiane più conosciute al mondo  è proprio quella delle orecchiette con le cime di rapa o con i broccoli. Una ricetta veloce, molto gustosa e anche salutare.

Cavatelli 

Gli ingredienti per realizzare i cavatelli sono impossibili da dimenticare: semola di grano duro e acqua. Tutto qui. Le prime apparizioni documentate di questo tipo di pasta si hanno in Molise, anche se è  conosciuta in tutto il Sud Italia. È una pasta corta, affusolata e cava, che si presta a molte ricette, ma dà il meglio di sé con il ragù, con i sughi di salsiccia o con le verdure. 

Bucatini 

I bucatini sono ottimi in più di una ricetta. Sono il tipo di pasta ideale sia per la carbonara sia per l’amatriciana. Nel primo caso vi troverete davanti  un piatto dal condimento cremoso fatto  con uova, pecorino, pancetta o guanciale (dipende dall’area) e pepe nero. Per l’amatriciana la ricetta prevede, invece, pomodori, guanciale stagionato, pecorino e un sentore di peperoncino. 

Spaghetti alla chitarra

Chitarra è il nome dello strumento, ma non quello musicale. È il nome  dell’attrezzo che serve per dare alla pasta la sua forma caratteristica. La sfoglia di pasta, infatti, viene adagiata sulla chitarra e facendo scorrere il mattarello avanti e indietro, i fili dell’attrezzo tagliano la sfoglia in spaghetti spessi, dalla forma quadrata e dalla superficie molto porosa, ottima per trattenere i condimenti più rustici.

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Trofie

Pasta tipica della cucina ligure, le trofie sono un tipo di pasta sottile e allungato, arricciato su sé stesso. L’ingrediente principale è la farina, ma spesso nell’impasto  troverete anche le patate. Il suo condimento perfetto è il pesto, denso e profumatissimo. Talvolta, soprattutto in Liguria, la ricetta prevede nel piatto anche patate e fagiolini. 

Tortellini 

Come spesso accade, il tortellino nasce originariamente come un piatto di recupero della carne avanzata sulla tavola dei ricchi. La vera svolta nella storia del tortellino però ci fu solo nel 1974, quando la Dotta Confraternita del Tortellino (sì, esiste davvero) depositò presso la Camera di Commercio, dell’Industria e dell’Artigianato di Bologna la ricetta originale dei tortellini, soprattutto del suo ripieno. Una sottile sfoglia di uova e farina (con uno spessore di sei decimi di millimetro!) e un ripieno che prevede lombo di maiale, mortadella, prosciutto crudo, parmigiano reggiano, uova e noce moscata. Secondo la tradizione, i tortellini nascono per essere mangiati nel brodo di cappone.

Pici

Gli ingredienti dei pici sono semplici: acqua, farina, olio, sale e semola. Questi semplici quanto gustosi spaghetti dalla forma irregolare nascono da una sfoglia piuttosto spessa che, dopo varie lavorazioni, viene prima arrotolata su una spianatoia e poi stesa con le mani. A seconda dell’area della Toscana in cui ci si trova, la ricetta prevede sugo d’anatra, aglio e olio o sugo di salsiccia. A volte si trovano conditi anche con i funghi.

Ziti

I ziti sono un tipo di pasta davvero particolare: rigorosamente di grano duro, hanno una forma allungata e tubolare. Sono una pasta che nasce lunga, ma la tradizione vuole che siano spezzati a mano prima di essere immersi nell’acqua che bolle. Sono perfetti per le torte salate, ma (soprattutto nell’area partenopea) si servono con il ragù napoletano, fatto con vari tagli e tipi carne cotti a lungo nel sugo di pomodoro a fiamma molto bassa.

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